Pillole di Speleologia
Il titolo di questo articolo è quanto di più misterioso e oscuro possa riguardare la speleologia: Crediamo che alla base di tutto ci sia la voglia innata dell'uomo di scoprire. Il desiderio di avventura e la curiosità animano e agitano i sogni di generazioni di speleologi, insieme al gusto della scoperta sono sicuramente gli ingredienti che fanno muoverci in un ambiente spesso ostile, certo non comodo.
L'oscurità totale, la verticalità degli ambienti, il freddo, un tasso di umidità altissimo, l'acqua e il fango ne fanno degli ambienti difficili, eppure le grotte costituiscono un elemento naturale unico e da non sottovalutare.
La speleologia è alpinismo al contrario, dice qualcuno.
Anche l'alpinista esplica la sua disciplina apparentemente senza un fine preciso. Raggiungere la vetta è certamente un altissimo concetto, ma, a parte il panorama, la vetta non offre condizioni migliori di un qualsiasi altro posto sulla montagna. Certo la condizione di sentirsi più in alto di tutti gli altri è grandiosa, invece lo speleologo è sempre alla ricerca del punto più basso.
La speleologia comunque rappresenta forse l'ultimo ambiente inesplorato che comunque è alla portata dell'individuo, sia economica, sia fisica. Molti esploratori ci hanno fatto conoscere quasi tutti gli angoli del mondo e le zone inesplorate della superficie terrestre si limitano ormai a poche aree della foresta amazzonica e alle inospitali regioni polari. Gli altri elementi, acqua e cielo, richiedono un dispendio economico notevole.
I nuovi cartografi, gli esploratori dell'ignoto, se ne vanno sotto terra, ad inseguire segrete vie scavate dall'acqua, percorse da correnti d'aria misteriose, impalpabili, esplorano e riportano cartine con dedali e labirinti, vie nascoste e segrete; Compiono imprese a volte sovrumane, rese difficili dai lunghi tempi necessari per raggiungere grandi profondità.
La ricerca dell'ignoto, la scarica adrenalinica della discesa di pozzi profondissimi, il ricongiungimento con se stessi in luoghi magici, il desiderio di conoscenza e chissà quali altre molle ci spingono ad entrare in luoghi che molti rifuggono.
Pillole di Speleologia
La Speleologia può essere definita una disciplina più che una scienza, perchè tramite la Speleologia l'uomo riesce a studiare determinati aspetti del sottosuolo e per farlo deve entrare all'interno delle grotte.
Il termine speleologia viene coniato per la prima volta alla fine del 1800 in Francia da Eduard Alfred Martel, padre della speleologia "moderna" , deriva dal greco speleaion = grotta o caverna e logos = scienza: scienza che studia le grotte.
Le grotte venivano già studiate prima del 1800, ne parlò Leonardo Da Vinci che visitò la Grotta della Ferrera nei pressi di Lecco ed altre grotte italiane. Un grosso impulso allo studio del sottosuolo venne comunque dato dai Triestini e dagli Austriaci che fin dal 1500 si preoccuparono di studiare le acque sotterranee del Carso Triestino per sopperire alla carenza di acqua della città.
La zona intorno a Trieste dette il nome al "Carsismo" cioè ai fenomeni di erosione che danno vita anche alle grotte e il primo gruppo speleologico mondiale nacque in Italia: la Commissione Grotte della Società Alpina delle Giulie, sotto la guida di Eugenio Boegan.
Limitare la Speleologia alla sua storia, o allo studio dei fenomeni fisici che hanno formato le grotte, è comunque riduttivo. L'"universo grotta" comprende aspetti molto diversi; se i fenomeni carsici dovuti all'azione dell'acqua costituiscono certamente il fattore scatenante, dobbiamo comunque includere altre scienze derivate e complementari alla speleologia. E' importante lo studio degli animali, che non sono solo pipistrelli, che vivono in grotta, ma anche la climatologia sotterranea, i materiali e le tecniche impiegati per la progressione, e molte altre discipline praticate anche "all'esterno" ma che dentro una grotta assumono caratteristiche proprie, come la topografia sotterranea, òa tutela ambientale o la fotografia.
I singoli speleologi raramente hanno conoscenze tali da coprire l'intera conoscenza della speleologia, basti pensare alla Speleologia in Cavità Artificiali che affianca l'Archeologia, o la Geologia che spesso si compenetra con la Speleogenesi che è l'insieme di quei processi complessi che generano le grotte, dovuti a processi chimici, fisici e meteorici. Per conoscere a fondo queste materie occorre essere sicuramente buoni studiosi, ma lo studio approfondito male si lega all'esercizio fisico assolutamente indispensabile per raggiungere una grotta anche facile.
In questa direzione sono stati fatti dei grandi progressi nei materiali e nelle attrezzature, trenta anni fa sono cominciate ad apparire sulla scena le corde in Nylon che soppiantarono definitivamente le scalette metalliche, i moschettoni in lega, poi ultimamente i caschi ultraleggeri e i led per l'illuminazione, che vede ancora largamente impiegate le lampade ad acetilene. Lo sviluppo dei materiali impiegati e la loro leggerezza consentono di raggiungere profondità abissali una volta impensabili, tanto da far sperare nel raggiungimento in breve tempo dei -2000 metri che ancora non sono stati scoperti.
Dalla pratica della speleologia è nato anche il Torrentismo o Canyoning, ormai ben distinto come sport estremo, ma che all'inizio venne praticato con tecniche e materiali esclusivamente speleologici e alpinistici, ma sicuramente la discesa di un torrente inforrato è quanto di più vicino possa esistere alla progressione in grotta.
L'ultima frontiera dell'esplorazione tuttavia è costituita dalla speleologia in grotte allagate, Speleosub, e dalla Speleo Glaciologia, due mondi completamente diversi, per problematiche, materiali e tecniche di andare nel sottosuolo.
Nel mondo la speleologia è praticata quasi ovunque e gruppi Europei e Americani effettuano frequentemente spedizioni in zone remote della terra dove le condizioni economiche non permettono ai locali di disporre di tempo e mezzi per questa attività, e i resoconti delle esplorazioni riportano frequenti notizie di record e scoperte grandiose.
Nel mondo l'Union International de Speleologie è un organismo non governativo internazionale che favorisce la cooperazione e lo sviluppo della speleologia mondiale.
In Italia la speleologia, intesa come frequentazione delle grotte, è praticata da un numero imprecisato di persone, dell'ordine di qualche migliaio, che fanno capo a due grosse organizzazioni nazionali: La Società Speleologica Italiana e lo Speleo CAI costituito dall'insieme dei Gruppi Grotte sorti all'interno delle sezioni CAI locali.
Gli speleologi più prestanti e capaci, in una sorta di "mutuo soccorso" convergono dall'SSI e dal CAI nel Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico che è la terza grande aggregazione speleologica nazionale.
Praticamente in ogni città italiana è presente localmente un gruppo speleologico che pratica, secondo le proprie capacità e competenze, la speleologia. In molte regioni italiane i gruppi si aggregano, costituendo le Federazioni Regionali.







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