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Archivio Dicembre 2003

Grazie ad Orietta Storti di Orvieto e al buon Paolo Boccaccini di Terni mi è stata recapitata una pubblicazione dell'ICSIM di Terni che riporta alcune notizie sulle miniere di ferro di Stifone, sulle quali tempo fa il gruppo UTEC aveva svolto alcune ricerche. Il testo riportato sulla pubblicazione si integra perfettamente con le nostre ricerche, coprendo altri anni di cui non avevamo notizia.
"Scopertasi la miniera del ferro nelle montagne di Narni, e
fattavi la dovuta esperienza, stimò bene Mons. Ill.mo Tesoriere portarsi personalmente in detta città su la fine di ottobre dell'Anno 1708 per riconoscere ocularmente la detta miniera, destinare il Luogo per fare il forno da colare il ferro e gli altri edificii per la fabbrica del ferro".
Questo scriveva il signor Bordoni nella relazione dello stato delle miniere della zona di narni, in provincia di Terni, nel 1710. La scelta cade sul luogo detto di Stifone, anche "per la vicinanza alla Madonna del Monte, dove si cava la miniera del ferro più abbondante".
Nell'ottobre 1713 il signor Gio. Tamasso Caminata, genovese, assume per 15 anni la privativa " di fabbricare le latte di ferro stagnato, e non stagnato di Rame, et ottone, e di fili di ferro, e di cavare il ferro nella ferriera di Narni concessa dalla Reverenda Camera Apostolica".
Anche questa ferriera sembra non godere di buona salute se già nel 1736 l'architetto Michetti propone di ripristinarla, dato che ne erano ricavate 200 e più "migliara" di ferraccio ma a un costo tale da sconsigliarne la prosecuzione delle attività sia minerarie sia metallurgiche. Il ripristino degli edifici e dei macchinari, anche nell'eventualità di utilizzare il solo minerale elbano portato per via marittima a Fiumicino e per via fluviale fino a Orte, si prospetterebbe economicamente conveniente.
Delle ferriere di Stifone ci rimangono vari disegni di progetto risalenti al 1710, tracciati a penna, che permettono di individuare alcuni aspetti impiantistici.
Con chirografo in data 3 ottobre 1739 Papa Clemente XII concede l'affitto delle ferriere "ad Alessio Mattioli da Camerino con privativa di escavare non meno la vena del ferro, che ogni altro minerale, marmi, pietre preziose ... tanto nelle suddette montagne di Narni e Stiffone quanto in tutte le altre della Diocesi di detta città, territori della Tolfa, del Castello di Guarcino ... meno allume e vetriolo" Nonostante il progetto dettagliato e la valutazione della convenienza economica dell'utilizzo del minerale importato, la ferriera proseguì l'attività stentatamente fino all'abbandono nel 1784.
Tratto dalla pubblicazione dell'ICSIMnewsletter n°3 Giugno 2003
Altre notizie dettagliate sulle miniere di Stifone possono essere trovate sul sito dell'UTEC NARNI http://www.utec.speleo.it/stifone.htm

microcos.jpg Anche se c'entra poco con la Speleologia, o forse c'entra, chissa', giovedì primo gennaio Rai 3 trasmetterà alle 9,05 il Film "Microcosmos", un viaggio alla scoperta di alcuni abitanti sconosciuti del nostro pianeta. Secondo me il documentario è composto da immagini in macro di rara bellezza.

Natale offre l'occasione di portare la grotta in molte case, con il presepe casalingo e la rappresentazione della natività è inevitabile il ricordo ancestrale del legame con la madre terra. Anche il Padre Eterno per il suo figlioletto non poteva scegliere un posto migliore, caldo e sicuro.
Se il presepe in casa è tradizione antichissima, da alcuni anni appaiono altri presepi molto suggestivi, perchè ambientati in grotte più o meno turistiche.
Ho avuto l'occasione di visitare il presepe che il Gruppo Speleologico Terre Arnolfe di Cesi ha allestito all'interno della Grotta Eolia, ed è stata l'occasione buona per portare mio figlio di 4 anni per la prima volta in grotta, e forse plagiato e contagiato dalla mia febbre ipogea ha incominciato a correre tra cunicoli e strettoie con il caschetto in testa, per nulla intimorito dall'ambiente circostante.
La visita alla grotta costa 3 Euro che sostanzialmente servono al gruppo per tirare avanti, la visita è molto semplice, si percorre un cunicolo pianeggiante per una decina di metri, dopo alcuni passaggi bassi dove è molto consigliabile indossare il casco fornito dagli speleologi, si giunge ad una saletta poco concrezionata ma molto suggestiva per gli scallops visibili praticamente su tutte le pareti. Al centro della saletta, l'immancabile Sacra Famiglia accoglie i visitatori.
Per raggiungere il presepe conviene parcheggiare fuori Cesi, poi imboccare a piedi la viuzza in salita che fiancheggia la chiesa, sempre dritto, poi quando comincia a discendere si trova l'ingresso della Sede del Gruppo a destra, l'ingresso della grotta è una botola sul pavimento della sede. La visita si effettua nei giorni festivi, dalle ore 15.00 alle 19.00
Un altro presepio in zona si svolgerà domani sera (si tratta di un presepe vivente) a Testaccio presso la Grotta del Capraro. Il questo caso la particolarità è che questa grotta è famosa da più di un secolo perchè ci sono stati molti scavi della Soprintendenza Archeologica e sono stati rinvenuti numerosi attrezzi litici preistorici.

Notizia di Giuseppe Fortunati
"Questa sera alle ore 18.30 presso la sede di ViviNarni, in Piazza Garibaldi, ci sarà la visione di alcuni brani di alcuni film su Narnia.

in particolare di:
" il leone la strega e l'armadio"
" Shadowland " ( viaggio in Inghilterra)

come sempre la cosa e' gratuita ed e' fatta a livello amichevole e di volontariato.

Otherworld...

27 dic 2003

Notizia di Damiano Montarsio
A distanza di qualche anno l'appuntamento tradizionale con il monte S.Primo si rinnova, così come l'ordine tassativo di presentarsi con gli avanzi dei pranzi di Natale, per un allegro picnic sulle pendici pagliate della somma vetta del Triangolo Lariano.
Partenza blanda e la troup al solito mista vede Cuturnais, Conan, Lontra e il duo Carl-Marz avviarsi all'ormai
solito "Abisso L'Altro Mondo", che fa -10,7m di profondità e fa anche parecchio schifo, ma si chiama abisso perchè tira un aria canina e perchè l' "Abisso dei mondi" non se ne può stare tutto solo lì in cima al S.Primo...
Il sole bacia i belli e infatti noi si era tutti intenti nello scavo e nell'erezione di muretti a secco contenitivi (maliziosi...) e il sole direi che ci baciava il di dietro, che quelli sì che sono belli, finchè un urlo straziante ruppe la monotonia di 3 anni di scavi sgarrupati: Si passa!...
La stronza ci aveva preso in giro per un sacco di tempo, facendoci scavare nel posto sbagliato...!
Pochi metri e già l'abbiamo perdonata, una condotta 7-8 per 3 di altezza fila giù tra gli interstrati che è un piacere..., insomma, si scivola di bestia e qualche morso sullo stinco si fa sentire. La discesa indiavolata ci porta forse a -60/70 (ah, rilevato un cazz.. ovviamente) dove diverticoli molto concrezionati ci accompagnano nell'avida esplorazione. Conan si perde come al solito e una voce impersonale di una suadente signorina dall'autoparlante ci avvisa che lo possiamo trovare allo sportello 120, sull'orlo del pozzo...
MINCHIAZZA... scusate per le lettere maiuscole, ma Conad ci fa gentilmente notare il nero che gli sta sotto i piedi: io lo sapevo che la legge del paglione dice: "Un sasso, sacagliato all'interno del Monte S.Primo, percorre nel suo moto di caduta un salto stimato di 100-120m" (per me è meno...) "per un tempo di 15 secondi, sbattendo contro pareti e detrito..." (stabile?) ", prima di inabissarsi nel silenzio eterno".

Ripieghiamo meticolosamente coda e orecchie e ce ne torniamo a partecipare alla vita dei vivi.
Ah, Carlo ha rubato il diamante che vi era custodito e la grotta ci è crollata sotto i piedi, siamo usciti al pelo...Fiuuu...

Archivio Dicembre 2003