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Archivio Giugno 2003

Notizia di Denis Vignola
IL PROBLEMA DELL'AMIANTO ACCOMPAGNA LA STORIA RECENTE DELLA VALLE DI SUSA.
Dalla chiusura dopo una lunga bat­taglia delle cave di serpentino di Trana (ancora da bonificare) al ritrovamento nei sondaggi geognostici per la pista da bob a San Marco-Jouvenceaux. Ma probabilmente la vera sorpresa deve
ancora arrivare, con la lunga gal­leria del cosiddetto tratto di "gronda nord" del tav.
La prima delle due gallerie del pro­getto interamente italiano della linea ad alta capacità ferroviaria Torino-Lione partirà da Caselette e arriverà a Novaretto. Una galleria che non è ancor chiaro se sarà a doppia canna, lunga oltre dieci chilometri. Il risultato sarà una quantità enorme di roccia portar fuori dalla montagna sotto forma di smarino, da ammassare chissà dove. Una roccia che secondo le carte geologiche e secondo studi vecchi di decenni contiene crisotilo, l'amianto di serpenti­no. La galleria dovrebbe iniziare nel­l'area tra il lago di Caselette e Grange di Brione, nel comune di Caselette, a una quota di circa 350 metri sul livello del mare. Se si mantenesse a tale quo­ta, bucando rima il Musinè, passereb­be ben al sotto delle deposizioni moreniche che sovrastano Almese e Villardora, passando dunque ancora nel cuore delle rocce verdi, fino alla fuo­riuscita, sempre a quota 350, poco pri­ma di Novaretto. Il tav incontrerebbe poi le stesse rocce, nella sua nuova galleria dalle cave Rotunno di Caprie fino al­meno al vallone del Gravio dopo Con­dove, prima che inizi la propaggine valsusina sopra Borgone del massiccio geologico "Dora-Maira" fatto di gneiss e che non può dunque contenere amianto. La bassa valle di Susa è il li­mite inferiore del "massiccio ultrabasi­co di Lanzo", un grande massiccio geo­logico di montagne formate dalla stes­sa famiglia di rocce che nelle cartine specialistiche è segnalato con colorazio­ni verdi. Si estende dal monte San Vit­tore tra Corio e Balangero (a nord) fino al Musinè (a sud); dal confine con la pianura dello stesso Musinè (a est), fino a Torre del Colle. Sono le montagne color ruggine, perché il serpentino con­tiene ferro che a contatto con l'aria si ossida (altro problema). Secondo le carte geologiche, le rocce che incontreranno gli scavi della galleria Caselette-Novaretto sono le seguenti. Fino a poche decine di metri dall'imbocco, serpentinite. Poi, peridotite con presenza di serpentino fino, più o meno, all'altezza del concentrico di Almese. Poi, di nuovo serpentino sopra Almese, sotto il Messa, sopra Villardora all'altezza di borgata Vindrola. Da qui, fino allo sbocco dopo Torre del colle: prasiniti, che in linea di massima difficilmente contengono amianto.
Tutte rocce che fanno parte dello stesso massiccio geologico di Balangero. Anzi le serpentiniti sono esattamente le stesse del monte San Vittore della cava di amianto di Balangero dove per decenni si è estratto l'amianto più fibroso e dunque più pericoloso d'Europa (ma per questo anche di alta qualità tecnologica). La genesi di questi serpentini e la loro età è la stessa. Tutto lascia supporre perciò che anche le serpentiniti del Musinè e di Almese contengano crisotilo, l'amianto del serpentino.
In effetti, la sua presenza è già segnalata nella relazione di accompagnamento della carta geologica d'Italia, foglio 56, "Torino"; redatta dal servizio geologico d'Italia. La carta fu tracciata dai più illustri geologi degli anni '60 che sono anche i più famosi conoscitori dell'amianto: Bonsignore, Bortolami, G.Elter, Sturani e Zanella. Qui, le peridotiti sono chiamate Lherzoliti e per la loro descrizione geologica si rimanda al lavoro di E. Sanero che nel 1932 scopri una notevole analogia del Musinè con le rocce a nord di Balangero. "Nella zona del Musinè - scrivono gli autori citando Sanero le lherzoliti sono essenzialmente composte da olivina sovente trasformata in serpentino (...) Le serpentiniti sono formate da serpentino con caratteri dell'antigorite e, più raramente, del crisotilo (amianto puro ndr)". L'antigorite è una forma fibrosa compatta di colore verde, in pratica l'amianto compatto, poco pericoloso.
Dunque, che con la galleria del tav salterà fuori anche l'amianto ci sono pochi dubbi. Per definire il livello di pericolosità occorrerà attendere i sondaggi e le analisi corrette delle concentrazioni. Per queste analisi, ci hanno detto autorevoli geologi, è importante stabilire il criterio di campionatura. Infatti, non basta fare analizzare un campione di rocce verdi o di serpentino per stabilire la quantità di amianto media presente. Occorre analizzare campioni con diverse concentrazioni, a varie profondità e in zone il più possibile ravvicinate. Ci vorranno dunque un'infinità di campionature prima di potere eseguire analisi corrette.

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Tutti i giovani speleologi, se ce ne sono, che si saranno trovati questo tema: "L'acqua, risorsa e fonte di vita" all'esame di maturità questa mattina avranno fatto salti di gioia e urlato grazie a Odino, che invece di "mandà l'piove manda l'vino", ma per
una volta possono veramente ringraziarlo per aver mandato il 4° tema, quello dell'ambito tecnico-scientifico sull'acqua.
I giovinastri avranno raccontato di quanto è importante nella nostra vita, avranno tirato giù un trattato di carsismo, un esperanto di acquiferi e di salvaguardia del territorio, avranno sognato di starsene davanti ad una risorgenza, nel condotto finale di un enorme bacino, avranno seguito la goccia entrare dalle fratture di suiperficie, l'avranno caricata e scaricata di carbonato di calcio, di ossigeno e di idrogeno, gli avranno buttato via l'anidride carbonica per raccontarla fresca e pura di sorgente, impetuosa e vorticosa. Che culo oggi ad essere speleologi a 19 anni!

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Notizia di Denis Vignola
Anche il Val di Susa tutti contro la TAV:
BUSSOLENO - Antonio Ferrentino è visibilmente stanco. Come la folla che ha pacificamente guidato all'invasione delle due statali e dell'autostrada. Ma il suo sorriso è solare, e come potrebbe essere altrimenti con
l'asfalto che ingigantisce l'effetto della palla di fuoco che dal cielo arrostisce un corteo lungo chilometri? «Una cosa meravigliosa, mai vista tanta gente così». E qualcuno accanto a lui aggiunge: «Ora dovranno tenere conto anche di noi». Alcune fonti hanno parlato di 20mila persone, altre di 15mila, ma fossero anche state 10mila, poco importa. E' stato il colpo d'occhio offerto dalla folla colorata a rendere storica una giornata di protesta pacifica, con rari e isolati momenti di tensione. La valle ha mandato un chiaro segnale al partito trasversale dell'alta velocità/capacità: vogliamo contare e far sentire la nostra voce, senza subire passivamente decisioni prese dall'alto.
Il corteo a volte chiassoso a volte silenzioso, ma ugualmente assordante delle ragioni della valle ha svegliato di buon mattino i borgonesi. Da prima delle 8 via Abegg inizia ad animarsi. C'è chi arriva a piedi, la maggioranza, chi in bicicletta, chi sui pattini e chi sul passeggino. E c'è una folta rappresentanza della Coldiretti montata sui trattori, una cinquantina, che sbuffano e spargono overdosi di calore. Ci sono i sindaci, quelli della bassa valle, con fascia tricolore e gonfalone (Gaspare Giai, primo cittadino di Chianocco da quasi 30 anni, la sua la veste con orgoglio a bordo della carrozzina su cui l'ha costretto la malattia) ed una rappresentanza dell'alta, con il vicepresidente della Comunità montana Roberto Canu, il primo cittadino di Bardonecchia Francesco Avato e quello di Giaglione Enzo Vayr. E poi quelli della cintura, che con la valle condivide i timori ed i dubbi per cantieri, gallerie e depositi di smarino della linea Torino-Lione. Significativa anche la presenza di rappresentanze di comuni lontani dal tracciato della linea Tav/Tac, come Piossasco, rappresentato da una delegazione guidata dal segretario del consiglio comunale Gavino Sanna, e addirittura Carmagnola. Pochi gli amministratori degli altri enti: i consiglieri regionali di opposizione Contu e Moriconi e l'assessore provinciale Walter Giuliano, presenza fugace (ha abbandonato il corteo dopo un chilometro) ma importante dal punto di vista valsusino perchè rompe il fronte compatto pro-linea dell'ente.
Alle 9 via Abegg brulica di gente, qualcuno dal balcone sentenzia: «E' inutile, è già tutto deciso», mentre la fruttivendola incita chi passa davanti a lei «non posso esserci, ma sono idealmente con voi». Poco dopo le 9,30 si parte. E' una bella giornata, ma il sole è di quelli che lascia presagire che non sarà una passeggiata. Il corteo si muove piano, in testa le auto dei comuni ed il camioncino su cui hanno trovato posto i gonfaloni. Poi il colpo d'occhio delle oltre 40 fasce tricolori seguite dalla marea umana valsusina. Subito la mente corre ai numeri: oggi più di altre volte sono importanti, si sa che alla finestra c'è parecchia gente in attesa di poter dire che la valle non è poi così compatta nel dire "no" al Tav in caso di partecipazione poco massiccia. Invece si intuisce subito che i numeri, peraltro difficilmente quantificabili, daranno ragione a chi ha scelto di farsi quei sei chilometri da Borgone a Bussoleno. C'è attesa e un po' di nervosismo, poi è lo stesso Ferrentino a rompere gli indugi: «La prima battuta dell'Ansa riferisce di circa 20mila presenze». Alla fine non saranno forse 20mila, ma 15mila sì (10mila secondo la Questura, che come noto tende sempre a "tagliare" in questi casi, rendendo quindi veritiera la stima). E' fatta, l'obiettivo è raggiunto. Il corteo può procedere lungo la statale, ingrossando le proprie fila a S.Didero e Bruzolo.
L'immagine che si presenta dall'alto è un lungo serpentone con le centinaia di bandiere No Tav alternate a quelle dei Cobas, delle associazioni ambientaliste e ad un piccolo drappello di soli delle Alpi degli scissionisti leghisti. Ma quello che colpisce è la gente. Non ci sono soltanto i "soliti noti" della lotta all'alta velocità: a faticare sotto il sole spietato sono accorse le famiglie, il tam-tam ha funzionato, i giornali locali hanno fatto il loro dovere, molto meno gli organi di informazione torinesi (in particolare il Tg3 regionale, accolto con significativi cartelli in piazza del mercato di Bussoleno, ma ci sarà arrivata la telecamera fino lì?). E ci sono anche i preti valsusini. Tre coraggiosi sacerdoti che hanno scelto da che parte stare anche se la diocesi non ha dato l'adesione alla manifestazione. Don Luigi Chiampo, che queste strade le percorreva - lui sì ad alta velocità - più di dieci anni fa per vincere la maratona Susa-Avigliana, don Fiorentino Vai, parroco di Sauze d'Oulx, e don Pierluigi Cordola, che in più di un'occasione avevano manifestato il loro dissenso al treno veloce. Chissà cosa ne dirà la Madonna del Rocciamelone...
A metà corteo, ideale muro divisorio fra i passeggini e le bande valsusine e la musica a manetta dei giovani dei centri sociali, i 50 trattori portati dalla Coldiretti, che ha da tempo scelto di schierarsi senza se e senza ma dalla parte dei valsusini. Carlo Gottero, responsabile provinciale, non usa giri di parole: «Questo sistema di trasporti non serve per lo sviluppo dell'agricoltura, anzi la taglia fuori da ogni collegamento, basti pensare che a Torino non è prevista neppure una stazione, e poi il sistema alta velocità/capacità è troppo costoso, come dimostrano studi seri francesi, di cui però l'Italia non sembra accorgersi».
Il sole picchia, e sono provvidenziali le scorte di acqua portate dal camioncino della Comunità montana. Frattanto poco prima di mezzogiorno il corteo è in vista dello svincolo di Chianocco. E' il nodo della viabilità valsusina e anche il punto più critico della giornata. Qui il corteo si dividerà per attraversarlo e andare a riversarsi anche nell'altra statale, mentre una delegazione di sindaci e comitati andrà ad occupare simbolicamente per pochi ma pesanti minuti la corsia nord, quella in salita verso Bardonecchia, dell'autostrada. Ferrentino tratta con polizia, carabinieri e Digos ed alla fine la più che pacifica occupazione è consentita. Qualcuno tenta di rovinare tutto cercando di forzare il blocco sullo svincolo in uscita ed occupando la vicina massicciata ferroviaria, ma alla fine il buon senso prevale e non sorgono i temuti incidenti che darebbero il fianco all'interpretazione unica del corteo valsusino come "violento". L'occupazione della linea ferroviaria ci sarà poco più tardi, alla stazione di Bussoleno, mentre l'altra ala del corteo si dirige verso piazza del mercato. Qui, tra la caccia al refrigerio dell'ombra e all'acqua, gli interventi accorati dei sindaci Alida Benetto (Bussoleno) e Umberto D'Ottavio (Collegno) e di Roberto Canu, che ribadisce l'appoggio dell'alta valle «nonostante qualcuno voglia far credere che siamo divisi».
La conclusione, però, spetta di diritto a Ferrentino: «E' stata una partecipazione impressionante, il segnale che abbiamo voluto lanciare nei numerosi incontri organizzati nei comuni in queste settimane è passato e la gente ha capito che se vogliamo contare qualcosa dobbiamo essere in tanti; proprio in questi giorni abbiamo richiesto incontri a Ghigo, alla Bresso, a Chiamparino e per ora non era arrivata nessuna risposta, con questi numeri alle spalle ora non potranno più ignorarci».
Per ulteriori info, http://www.legambientevalsusa.it C'è anche un giornale locale che si interessa del problema www.lunanuova.it

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Notizia di Maurizio Tavagnutti
Un interessante articolo di fondo sul "corridoio 5", a firma di M. Comar, con documentazione sui lavori programmati per questa galleria sarà pubblicato sul prossimo numero di - SPELEOLOGIA ISONTINA - che sarà presentato sabato 28 giugno p.v. a Taipana in occasione del Triangolo dell'amicizia.

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Notizia di Carlos A. Borrego
Numerosos espeleólogos han entrado ya en nuestra sala internacional de chateo espeleológico, inaugurada el 21 de mayo pasado. Este nuevo canal IRC #espeleologia ha devenido sitio de encuentro en línea, ha tenido el mayor número de visitantes de Europa, en tanto que de
América las visitas han sido menos frecuentes y más espaciadas. Han visitado el canal espeleólogos de Brasil, México, Cuba, Colombia y Puerto Rico.
¿Algún colega de otro país lo ha hecho recientemente?
Debido a la diferencia de horarios entre Europa y América hay poca coincidencia, en ocasiones sólo tres o cuatro colegas, en otras ocasiones más de 20, pero siempre que he chateado con europeos me comentan de otros colegas de América que han conectado en otros horarios y han establecido largas y amenas charlas en tiempo real.
Si no has entrado aún, no esperes a mañana, pues mañana está por venir. Las indicaciones aparecen en un enlace al inicio del sitio web de mi grupo, http://www.geocities.com/guamuhayaweb
Que lo disfrutes, ¡saca la cara por América!
Nos leemos en el chat todos estos días y por los siglos de los siglos (Si Bill Gate quiere)
-Es broma, no enfadarse- Nos leemos, espeleólogos.
Saludos,
Borrego.
Sociedad Espeleológica de Cuba.

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Notizia di Maurizio Tavagnutti
LA FEDERAZIONE SPELEOLOGICA REGIONALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
Organizza il Corso di 2° livello
CORSO DI GEOLOGIA E MONITORAGGIO IN GROTTA PER SPELEOLOGI
C.N.S.S. S.S.I.
Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana
TAIPANA, 28 GIUGNO 2003
Scuola di speleologia di Gorizia “Igor Kocjancic”
SCOPO
Il corso si propone di introdurre gli allievi all’ attività ed alla ricerca speleologica scientifica. Il corso si rivolge a tutti gli speleologi che
già possiedono conoscenze di base relative al carsismo o alcuni anni di esperienza nella pratica speleologica. Lo scopo del corso è quello di fornire informazioni scientifiche e pratiche per quanto riguarda alcuni degli aspetti più importanti inerenti il binomio geologia-speleologia, con particolare riferi-mento alla regione Friuli Venezia Giulia. Le lezioni verranno condotte nel pieno rispetto dell’ambiente, attraverso una serie di lezioni teoriche e pratiche secondo quanto prescritto del Regolamento delle Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana. Tutte le lezioni teoriche si svolgeranno presso il rifugio speleologico di Taipana (UD) in occasione del 23° Triangolo dell’Amicizia
ISCRIZIONI
Il costo della partecipazione al corso è di euro 10,00 da versare all’atto dell’ iscrizione, presso la segreteria del rifugio, entro la data di inizio del corso. La quota comprende un pasto, l’uso del rifugio, dispense, assicurazione giornaliera per l’escursione prevista. Per eventuali chiarimenti ed informazioni potete rivolgerVi agli indirizzi riportati.
Centro Ricerche Carsiche "C. Seppenhofer"
Via A. DIAZ 13 - 34170 GORIZIA
TEL.0481/549250
www.seppenhofer.it
seppenhofer@libero.it
Maurizio COMAR
cell. 3482445934
mauriziocomar@virgilio.it
Gianni BENEDETTI
Via Fabio Severo - TRIESTE
gianni.mila@tiscalinet.it
RECAPITO F.S.R. F.V.G.
c/o Gruppo Speleologico Monfalconese ADF
via Valentinis 134
34074 Monfalcone (Gorizia) - ITALIA
PROGRAMMA DEL CORSO
Le lezioni teoriche si svolgeranno in un’unica giornata presso il rifugio speleologico di Taipana (UD) con inizio il giorno 28 giugno alle ore 10.30 con il seguente programma:
ore 10.30 - Introduzione. Cenni di geologia regionale e tettonica. Il fenomeno carsico: il riconoscimento delle rocce carsificabili e la speleogenesi. Il carsismo di contatto: dolomia-calcare, la formazione delle cavità nel Flysch. La neotettonica in grotta, riconoscere le morfologie, valutare e misurare le diaclasi. Monitoraggio scientifico in grotta, esempi relativi al campionamento delle acque e dei sedimenti, alla misura dei parametri fisico chimici.
Ore 14.30 - Escursione nella zona del Flysch con visita della Grotta di S. Giovanni d’Antro. --------------------------------------------------------- - Docenza frontale con ausilio di lavagna luminosa, diapositive, campioni di roccia, attrezzatura Docenti: Dott. geol. Andrea Mocchiutti - Direttore del corso Dott. geol. Maurizio Comar REGOLAMENTO
Il corso è aperto a tutti gli speleologi che già possiedono conoscenze di base relative al carsismo. Il corso sarà tenuto da geologi professionisti, istruttori di speleologia, della Scuola Nazionale di Speleologia della Società Speleologica Italiana. La direzione del corso si riserva di apporre al programma tutte le modifiche che ritiene necessarie al più corretto e proficuo svolgimento del corso. La direzione del corso, pur facendo il possibile per garantire la sicurezza dei partecipanti al corso durante l’escursione, declina ogni responsabilità per eventuali danni a persone e cose.

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