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De.licio.us
Archivio Giugno 2003

Per chi non lo sapesse e per chi ignora cosa siano i blog, questa Scintilena, specie di notiziario speleo è proprio un "blog", ossia un sito molto facile da costruire e da gestire che può essere usato come un diario personale; noi del notiziario lo utilizziamo solo per le notizie, ma per tutti gli altri non è così.
Pandemia invece è un blog di informazione, sensazioni, tra il personale e l'ufficiale, tratta di argomenti ambientali, del wwf, sostanzialmente a carattere territoriale, e visto l'orientamento alla natura lo considero l'unico blog che in qualche modo può rassomigliare al nostro Scintilena, così siamo diventati "amici di blog" rimandando qualche volta alle notizie che compaiono sull'altro sito.
Pandemia compie 6 mesi, per me è un punto di riferimento, un posto originale che si differenzia dalle tante pagine tutte uguali, scritte a caso in un momento di scoglionamento, pagine che vengono chiamate blog, ma Pandemia per me è un pò di più. Auguri.
Andrea

Tutta la Speleologia in un CLICK

Notizie esplorative dalla Sezione Speleologica di Città di Castello, di Marco Bani
Una militanza speleologica oramai lunga mi attribuisce il titolo di storico del gruppo cui appartengo e allora dalle relazioni del
passato scopro che, esattamente 11 anni or sono, mentre con altri tento un poco probabile passaggio in una grotta già nota, Giacomo scende le sottostanti pareti vertiginose del Monte Catria e scopre una grotta accessibile con un pozzo da 15 metri, chiusa in fondo. (Il Catria è un rilievo calcareo alto 1701 m, immediatamente a nord di M Cucco) Per 11 anni questa grotta è rimasta solo un rigo scritto in una dimenticata relazione di attività. Ma Giacomo, che ci ha sempre stupito con la sua memoria da elefante, un bel giorno decide che è ora di rivisitare la grottina in parete e ci coinvolge nella calata a lui solo nota. Le grotte risultano addirittura due e sono guidate da un'unica faglia verticale. La cosa ci intriga. Nel fondo del pozzo d'ingresso il materiale di riempimento vorrebbe chiuderci la strada. Ma stavolta la dea bendata sorride a noi, reduci da mille tenzoni con l'Alpe, e mi basta spostare qualche sasso per sentire l'alito della montagna e scorgere la nera fessura verticale. Metodi convincenti che conosciamo, e che conoscete, e le due grotte divengono una sola, e il nero pertugio diviene un pozzo scendibile. La grotta gioca con noi facendoci superare per ogni fine settimana rispettivamente un 10, un 8, un 13, ancora 8 , poi 7 e 10. Piccoli risultati che però sembrano fatti apposta per riunire positivamente il gruppo attorno a un progetto comune. Silvia è l'apripista, Luca la segue appena può, con Leandro, Luigi ed Elena. Io e Giacomo dobbiamo invece applicare ancora modi non troppo urbani contro quei meandrini angusti. Ogni volta Silvia comunica che prosegue e che tende ad ampliarsi, ma occorre ancora lavorare. Infine ci ritroviamo tutti in fondo ai pozzetti, con l'aggiunta di Ivano, Lello e Filippo. Luca, Silvia e Giacomo, quello di Fano, trovano il passaggio giusto che stavolta è in alto e la grotta si apre. Un 30 stupendo, che per mancanza immediata di corda ci ha lungamente impegnati nella lettura del pietrometro, seguito da gallerie fossili moderatamente inclinate e camminabili, belle e concrezionate, poi ancora una strettoia che solo la stanchezza ci fa apparire ostica. Sandro, Carlo, Sbì, Filippo e Valeriana, che ci danno il cambio, passano e si trovano a scendere un altro 30 e camminano in altre ampie gallerie, poi frana e nuova fessura. Che però resiste anche al tentativo successivo di Silvia, Luigi ed Elena, accompagnati da Pino (Astigo), che avendo col Catria dei conti in sospeso non potevamo non invitare, assieme alla fedelissima Paola, (la Muta). A conti fatti lo sviluppo è ancora modesto e la profondità sfiora appena i 250 metri, ma per una montagna che aveva sempre resistito agli speleo è davvero un risultato straordinario e incoraggiante. Gli arrivi dall'alto già individuati, la generale complessità della carsificazione, autorizzano a pensare che la grotta si svilupperà ancora. Adesso siamo dentro. La poligonale immerge verso il cuore del monte e sotto i piedi abbiamo alcune centinaia di metri di Calcare Massiccio, a lato ne abbiamo per chilometri, e le fratture che possono aver guidato la speleogenesi sono numerose ed evidenti. A presto per aggiornamenti.

La grotta ha visto, in ordine di apparizione:
Giacomo Moni (SS Città di Castello)
Marco Bani (SSCC)
Luca Girelli (SSCC)
Silvia Renghi (SSCC)
Leandro Pesci (SSCC)
Antonello Massimi Alunni (SSCC)
Ivano Bernardini (SSCC)
Elena Taffini (SSCC)
Luigi Russo (SSCC e GS Matese)
Filippo Felici (SSCC e GS Urbino)
Stefania Bruschi (SSCC)
Stefano Cumbo (SSCC)
Giacomo Berliocchi (GSU)
Davide Stefani (SSCC e GSU)
Valeriana Mancinelli(GSU)
Sandro Mariani (GS Fabriano)
Carlo Olivanti (GSF)
Simone Cerioni (Sbì, da Genga) (GSF)
Pino Antonini (GS Marchigiano)
Paola Santinelli(GSM)

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Notizia del tutto personale, ma non scrivete e-mail alla scintilena in questo fine settimana, tanto non ci siamo.
Dopo essere rimasti a casa lo scorso fine settimana, e anche quello prima mentre tutti erano a Palinuro, stavolta tocca a noi:
Con un furgone di un generi alimentari con tanto di mozzarella sulla fiancata si parte sabato pomeriggio e si và a Castelluccio di Norcia, Monti Sibillini, poi buttiamo via gli orologi, andiamo a mangiare chissà dove, chissà cosa, e poi... se abbiamo voglia iniziamo subito a camminare con ascesa in notturna, sennò se avremo mangiato troppo ci spaparanziamo sul Piangrande sotto la luna piena, comunque domenica in qualche modo dovremmo scavallare il versante umbro dei Sibillini e arrivare al Monte Sibilla, poi domenica sera rientro.
Passeggiate anche per quelli di Città di Castello che sempre in notturna si faranno parecchi chilometri a piedi, fino alla mattina, per arrivare ai 1526 metri di Monte Nerone.

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Notizia del quotidiano "LA STAMPA" del 15/05/2003
Ora ricomincerà il recupero della zona; tra gli altri lavori il recupero delle grotte delle «Arene Candide» con la costruzione di un museo. Più vicino alla Caprazoppa sorgeranno un palasport da 1500 posti ed una piscina coperta da 25-50 metri. Il Piano definitivo deve comunque essere approvato.

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Dalla Slovacchia ci scrive l'amico Miroslav Jurecka per segnalarci un sito di informazione speleologica di una regione Slovacca http://www.speleork.sk , e scrive:
You can find there a
lot of interesting information not only about us, but also about the other speleogroups operating in Slovak Republic.
Only few countries - owing to its small area - have so much natural beauties and interestings as Slovakia does. Only some people know, that in Slovakia is more than 4500 caves lying on the karst area with more than 2700 km2.
Slovak Republic is lying in the heart of the Europe. Slovakia arised in the year of 1993 after splitting former Czechoslovakia to Slovak Republic and Czech Republic. The following year, in may, Slovakia will become a member of the European Union. The Capital city is Bratislava an it is situated only 60 km far from the Austrian Capital City Vienna. Our speleo-group is operating in the northern part of Slovakia.
The longest cave of Slovakia is The Demänová System of Caves with total length of 33 km. The second one is The Stratená Cave (21 km). The deepest cave in Slovakia is Starý hrad (The Old Castle) with depth of 425 m.
The name of our speleogroup is Oblastná speleologická skupina Ru?omberok (The regional speleogroup Ru?omberok). The group has been operating since 1964 karst areas of The Giant Fatra, The Low Tatras (north-western part), The Cho? Hills and Šíp Fatra.
Members of the group are attending to searching, surveying and protecting of karst phenomenons. OSS Ru?omberok is subject of law and is member of Slovak Speleological Society

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