Notizia tratta dal quotidiano "La Stampa"
Bella iniziativa a Novara, dove il Gruppo Grotte CAI NOVARA insieme all'associazione "La Turisella" ha contribuito notevolmente all'iniziativa di far vedere ai propri cittadini i sotterranei del castello in Piazza Martiri. Un cameraman all'interno dei sotterranei con un commentatore, e all'esterno uno schermo gigante con un altro speaker hanno intrattenuto un folto numero di cittadini e curiosi, gettando le basi per l'apertura al pubblico degli antichi cunicoli e camminamenti.
Tutta la Speleologia in un CLICK
Notizia di Maurizio Tavagnutti
Nei giorni 27-28-29 giugno p.v. si svolgerà a Taipana (UD) il 23° Triangolo
dell'amicizia tra i gruppi grotte della Slovenia, Austria e Italia. SIETE
TUTTI INVITATI.
Di seguito vi riporto il programma.
Per partecipare basta
presentarsi a Taipana il giorno di inizio, agli
interessati che mi invieranno richiesta via e-mail manderò eventuali
maggiori delucidazioni.
LA
FEDERAZIONE SPELEOLOGICA ISONTINA
organizza
Con la collaborazione del
CENTRO RICERCHE CARSICHE
"CARLO SEPPENHOFER"
IL
23°
TRIANGOLO DELL'AMICIZIA
TAIPANA
27-28-29 Giugno 2003
ISCRIZIONI
La quota di partecipazione è di 30 euro e si deve versare all'atto
dell'iscrizione a Taipana (UD).
Essa comprende il pranzo e la cena del sabato ed il pranzo della
domenica.
In occasione del 25° anno di fondazione il Centro Ricerche
Carsiche "C. Seppenhofer" provvederà all'elemento liquido (leggi
vino), musica e giochi speleo.
INFORMAZIONI
Una pagina per eventuali delucidazioni sarà visibile sul sito del
C.R.C. "C. Seppenhofer" all' indirizzo www.seppenhofer.it dove è
in funzione anche l' e-mail: seppenhofer@libero.it
Inoltre ci si può rivolgere presso la sede di Gorizia aperta tutti
i martedì e venerdì dalle ore 21.00 alle ore 23.00, tel.
0481/549250 (servizio di segreteria)
Centro Ricerche Carsiche "C. Seppenhofer"
Via Diaz, 13
34170 GORIZIA - Italy
oppure contattando le seguenti persone:
Stefano SFILIGOI
Telefono cel. 3357075940
e-mail sfiligoi.stefano@genie.it
Maurizio TAVAGNUTTI
Telefono casa 0481/520537@
Telefono uff. 0481/528353
e-mail maurizio.tavagnutti@metso.com
COME SI ARRIVA A TAIPANA
Da Venezia per autostrada A4, Udine-Tarcento-Taipana. - Da Villach
(A) per autostrada A2(E55), in Italia per A23(E55)
Tarvisio-Tarcento-Taipana. - Da Nova Gorica (SLO),
Gorizia-Villesse A4-Udine A23-Tarcento-Taipana.
PROGRAMMA
Venerdì 27 giugno
Ritrovo a Taipana (UD)
- ore 14.00 Apertura della segreteria
- ore 15.00 Allestimento mostre fotografiche
- ore 17.00 Forum su "L'importanza delle grotte nello sviluppo
socio-economico nelle valli del Torre-Natisone.
- ore 19.00 proiezione di diapositive 3D: "Offresi FVG" e "Kleine
Berlin" a cura di G. Esposito
sabato 28 giugno
- ore 9.00 Apertura ufficiale della manifestazione, saluto delle
autorità locali e inaugurazione del rifugio speleologico.
- ore 9.30 Inaugurazione mostre fotografiche.
- ore 10.30 Escursioni alla scoperta delle grotte nel Flysch
(Grotta di Villanova, Grotta Doviza, Grotta Pod-Lanisce, Grotta
Pre-Oreak).
- ore 10.30 Apertura del corso di 2° livello S.S.I. "Geologia e
monitoraggio in grotta per speleologi".
- ore 10.30 Tavola rotonda su "Problematiche legate
all'esplorazione delle grotte situate nelle zone di confine.
- ore 11.00 Proiezione di diapositive 3D "Grotte di Frassassi" a
cura di G. Esposito.
- ore 13.00 Pranzo.
- ore 14.30 Escursione sui sentieri proposti da "Taipana Montagna
e Magia".
- ore 14.30 Escursione partecipanti al corso di 2° livello.
- ore 15.00 Tavola rotonda del gruppo di lavoro per la raccolta di
dati riguardanti le grotte di guerra nelle zone di confine.
- ore 17.00 Proiezione di diapositive in 3D "Pradis Arzino" a cura
di Guglielmo Esposito.
- ore 18.00 Proiezione di diapositive "Cina, non solo speleologia"
a cura di Daniele Sighel del G.S. Trentino CAI-SAT.
- ore 20.00 Cena.
- ore 21.00 Festeggiamenti per il 25° del Centro Ricerche Carsiche
"C. Seppenhofer".
- ore 24.00 Granpampel.
Domenica 29 giugno
- ore 9.00 Escursione didattica per la conoscenza del fenomeno
carsico nel Flysch.
- ore 9.00 Escursioni in grotta (Grotta di Lusevera, Grotta Pod
Lanisce, Grotta Pre Oreak, Grotta di Vedronza).
- ore 10.00 Tavola rotonda su "Grotte turistiche e salvaguardia
dell'ambiente; proposte".
- ore 11.00 Proiezione di diapositive a cura dei gruppi
partecipanti.
- ore 13.00 Pranzo.
- ore 15.00 Chiusura ufficiale dell'incontro e consegna degli
attestati di partecipazione
Tutta la Speleologia in un CLICK
Articolo di Luca Girelli, non pubblicato sulla rivista "Lo Scarpone" per motivi di spazio.
Si pensa di realizzare una grotta turistica sacrificando la naturalità della montagna per
dare impulso all´economia locale; il tutto sopra un importante acquifero carsico. E l´Anno Internazionale delle Montagne (2002) e quello delle Acque Dolci (2003)? I loro echi non hanno raggiunto le Pubbliche Amministrazioni?
Siamo nell´Appennino Umbro-Marchigiano, nella Provincia di Perugia. L´ingresso basso de La Grotta di Monte Cucco (17 U/PG) si apre attorno ai 1.400 metri di quota. La Comunità Montana dell´Alto Chiascio e il Comune di Costacciaro, consorziandosi tra loro, hanno ottenuto per i prossimi trent´anni una concessione di utilizzo dei terreni circostanti l´ingresso da parte dell´ente proprietario, una Comunanza Agraria locale (Università degli Uomini Originari di Costacciaro). Una delibera della Giunta Regionale dell´Umbria, ha cambiato destinazione d´uso dei terreni per 99 anni, ai fini di favorire la valorizzazione turistica di una parte della cavità
All´interno della Grotta di Monte Cucco è prevista la realizzazione di un percorso turistico, con tutti gli annessi esterni che ne conseguono; la scadenza dei finanziamenti europei è fissata al 31 dicembre 2005 (a quella data tutti i lavori dovranno essere terminati e rendicontati), e la sensazione è che il progetto sia stato messo in piedi più per convogliare dei soldi pubblici in zona che per la reale opportunità del progetto.
Per transitare dentro La Grotta comodamente vanno effettuati interventi di pesante "disostruzione" per allargare alcuni passaggi stretti che connettono le sale e sono da rimodellare e spianare molti passaggi su roccia accidentati e malagevoli.
Per quel che riguarda l´idrologia la parte della grotta interessata dal progetto di "valorizzazione" si trova ad essere attraversata da cospicui quantitativi d´acqua che filtrano dalla vicina superficie, caratterizzata da estesi affioramenti di calcari nudi, cioè senza copertura di rocce o terreni a bassa permeabilità. Le acque, raccolte in importanti cascate in occasione delle piogge o dello scioglimento delle nevi, cadono copiose in autunno e in primavera dai soffitti e lungo le pareti dei grandi saloni ipogei che il progetto vorrebbe rendere turistici. È arduo pensare che un cantiere di grosse dimensioni, come quello previsto per l´adattamento turistico di Monte Cucco, possa essere portato avanti a quella quota e in difficili condizioni climatiche senza impatti per le acque che attraversano La Grotta. Acque che, come già detto, riforniscono la sorgente di Scirca, punto di emergenza dell´acquifero carsico del Monte Cucco, utilizzata da importanti acquedotti a scopo idropotabile. Tra l´altro il Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche del CNR ha finanziato la pubblicazione di una Carta della Vulnerabilità dell´acquifero della Scirca, in fase di stampa nel mese di maggio 2003, dalla quale si evince l´estrema delicatezza dei versanti interessati dal progetto.
La parte del progetto che riguarda l´adattamento interno avrebbe dunque un grosso impatto, da valutare quantitativamente, che si somma a quanto si sta verificando per quel che riguarda la viabilità "accessoria" esterna. Più in dettaglio: La Grotta è "turistica" almeno dal 1922, anno in cui fu installata la scala di ferro che dava accesso alle grandi sale "Cattedrale" e "Margherita", oggi rimossa dietro ordinanze del Sindaco di Costacciaro perché pericolosa. La via di accesso a questo ingresso (a 1.390 m s.l.m.), attraversa il Comune di Sigillo, si inerpica nell´ultimo tratto lungo le pareti del versante orientale ed è transitabile da mezzi fuoristrada tra le quote 1.200 e 1.350 m. Gli ultimi 300 metri lineari corrono invece lungo un comodo sentiero pedonale, che per essere "sistemato" turisticamente dovrà essere allargato secondo il progetto fino a 1,30 m e corredato di parapetto per tutta la lunghezza per questioni di sicurezza. È abbastanza ovvia la considerazione, della quale non si tiene conto nello studio di fattibilità né nel progetto preliminare, che le prime scariche di neve o lastre di ghiaccio lungo il versante distruggerebbero il parapetto e renderebbero necessaria la posa di paravalanghe sul fianco della montagna che sovrasta il sentiero, a prezzo di altre ferite per il Cucco. Davanti alla grotta sarà poi necessaria una massicciata (nel progetto si parla di gabbionate) per allargare la piazzola di accesso, e cabine elettriche per gli impianti di illuminazione, di allarme e di monitoraggio. Una comoda e sicura scala scenderà lungo il pozzo e il percorso interno sarà reso agibile con passerelle metalliche e "sistemazioni" ad hoc, essendo per buona parte suborizzontale ma, come già detto, piuttosto accidentato.
I problemi più gravi dovrà sopportarli però il versante Nord del Monte Cucco, con animali e vegetali che qui dimorano. Su tale versante, fino a pochi mesi fa, non esisteva alcun ingresso e ci si muove, al di sopra di quota 1.150 m, solo lungo sentieri.
Questo versante è molto ripido ma è l´unico al quale si può accedere dal paese di Costacciaro, la cui Amministrazione Comunale ha interesse ad aprire un ingresso turistico a quota 1.380 metri e ha già provveduto da tempo ad asfaltare la strada che arriva a Pian delle Macinare (1.150 m s.l.m.), ai piedi della Valrachena.
Nella Valrachena c´è una suggestiva faggeta, tutelata dall´Europa come SIC (Sito di Interesse Comunitario). La Carta Tecnica Regionale e le carte IGM non riportano strade all´interno della faggeta, ma già dal 1997 nella riedizione (nelle precedenti versioni vi era un sentiero, sigh!) di una carta dei sentieri prodotta da un´associazione locale, il CENS (Centro Escursionistico, Naturalistico e Speleologico), coinvolta nel progetto di adattamento turistico, appare una strada che attraversa la faggeta. La strada, che non esisteva, oltre che su carta sta pian piano comparendo anche fisicamente, visto che ogni tanto qualcuno di nascosto va a smuovere un po´ di terra per allargare il sentiero nel bosco; secondo il progetto la strada già c´è e dovrebbe solo essere "sistemata" con materiali naturali per condurre con mezzi fuoristrada a quota 1.400 metri almeno 20.000 persone l´anno.
Il solo transito di automezzi per 20.000 persone imporrebbe un prezzo troppo alto per un simile ambiente. Le norme di tutela per luoghi del genere vietano la realizzazione di nuove strade, ma non la "manutenzione" di strade esistenti.
Gravissimo è il fatto che al momento della Valutazione di Incidenza prevista dalla legislazione europea per i parchi e più restrittiva rispetto alle normali procedure di Valutazione di Impatto Ambientale, l´ingresso Nord ormai di fatto esisterà, visto che è già stato aperto da operai del CENS di Costacciaro e della Comunità Montana Alto Chiascio e forse già ci sarà una strada all´interno di un sito protetto. È già stato realizzato un sentiero sul prato che dalla sommità della "strada" in questione attraversa il ripido versante Nord e conduce all´ingresso artificiale. L´ingresso è stato aperto col permesso della Conferenza dei Servizi e motivato come semplice "sondaggio", funzionale a un monitoraggio scientifico svolto all´interno della grotta, per misurare parametri chimico-fisici dell´aria e delle acque, che l´Università di Urbino svolge all´interno della grotta. I comunicati stampa di chi ha realizzato lo scavo e conseguenti articoli sui giornali locali lo danno invece trionfalmente già come ingresso della grotta turistica, che richiamerà soldi, visitatori e lavoro.
Il progetto prevede poi un sentiero pedonale largo 1,30 m anche per accedere a questo ingresso, corredato di parapetto (ovviamente anche questo dovrà resistere al carico della neve) e di un ampio terrazzo e di locali di servizio davanti al tunnel artificiale. Il cantiere per la realizzazione dell´opera impiegherà elicotteri e mezzi meccanici semoventi all´opera per diversi mesi a quote tra 1.200 e 1.400 metri s.l.m., che per questa parte di Appennino sono tra le più elevate e sottoposte a condizioni meteorologiche difficili per più di sei mesi l´anno. Il solo cantiere provocherebbe un impatto difficilmente sanabile e la frequentazione massiccia causerebbe una pressione insostenibile per l´ambiente montano del Cucco. La speranza, per la salvezza e l´integrità dei luoghi è che gli organi di controllo, i cittadini dell´Umbria e soprattutto le associazioni che tutelano e valorizzano realmente le bellezze naturali, come il nostro sodalizio, se ne avvedano e corrano ai ripari. Scrivo questo perché lo scempio è già iniziato prima di ogni preventiva valutazione e alcuni fautori del progetto, già protagonisti dello scellerato intervento di apertura dell´ingresso artificiale, fanno vanto della propria appartenenza al CAI e del proprio incondizionato amore per Monte Cucco.
Dal sito Internet del CAI:
Oggi la montagna soffre un turismo di massa, uno sfruttamento indiscriminato di tutte le sue risorse.
La tutela di queste risorse, il rispetto e lo sviluppo sostenibile sono un dovere: un dovere che il Club Alpino Italiano, riconosciuto dal Ministero dell'Ambiente quale Associazione Ambientalista di interesse nazionale, ha nel cuore. Una tutela ambientale intesa come impegno, come "tutela attiva" e non solo "passiva e di semplice conservazione".
(http://www.cai.it:8080/centrali/ambiente.jsp)
Luca Girelli - (CAI Sezione di Città di Castello)
Tutte le fonti bibliografiche di riferimento, comprese le relazioni allegate al progetto e la documentazione fotografica sono disponibile presso il "Centro di Documentazione Speleologica F. Anelli" che ha sede a Bologna, nei locali dell´Università in via Zamboni, 67
Tutta la Speleologia in un CLICK
Notizia di Luca Girelli
Appena quattro giorni fa sono giunte in Regione Umbria, agli uffici che si occupano di Valutazione di Impatto Ambientale, numerose osservazioni (come previsto dalle leggi sulla VIA) allo Studio di
Impatto Ambientale relativo al progetto di valorizzazione turistica della Grotta di Monte Cucco, rispettando alla lettera il termine di 30 giorni dall'8 aprile, data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale dell'Umbria della richiesta di giudizio di compatibilità dell'opera.
Le osservazioni in questione sono state presentate, oltre che da associazioni e gruppi (anche politici) locali da: Federazione Umbra Gruppi Speleologi, Federazione Speleologica Marchigiana, Società Speleologica Italiana, Collegio Guide Speleo-Canyoning delle Marche, Guide Speleologiche ed Escursionistiche dell'Umbria, commissione TAM CAI delle Marche e alcuni Gruppi CAI, oltre che da singoli "esperti" di varie materie.
Come c'era da aspettarsi, lo Studio di Impatto Ambientale è stato presentato ad hoc proprio nel mese più zeppo di feste e di ponti che si sia avuto negli ultimi anni (8 aprile-8 maggio 2003), ma con impegno molte persone si sono adoperate per riuscire a presentare le osservazioni dovute. Ora aspettiamo il giudizio della Regione Umbria,
che se malauguratamente dovesse essere favorevole, presterebbe davvero il fianco a una pletora di giornalisti d'assalto che sono già coi microfoni accesi per lanciare la questione sulla ribalta nazionale. Nell'anno Internazionale delle Acque Dolci certi progetti sono veramente molto esposti, per fortuna.
Tutta la Speleologia in un CLICK
Notizia di Luca Girelli
sabato scorso sul TG3 dell'Umbria è andato in onda un servizio sul progetto (come da copione), con tanto di Geologo che spiegava che (parole testuali): "Monte Cucco tentò di diventare un vulcano" e commento (serio) del giornalista: "e per fortuna che non c'è riuscito" così oggi possiamo goderne e bla bla bla....
Sull'argomento "Vulcanismo", trattato anche nello Studio di Impatto Ambientale, dal quale si evince che il sistema carsico al Cucco si è formato durante le crisi vulcaniche del Quaternario, con gli attuali ingressi fungenti da punti di trabocco delle acque che risalivano acide e caldissime dal degassamento dei magmi. Su ciò ho indagato presso geologi e vulcanologi che frequentano riviste e convegni e si occupano di Toscana, Umbria e Marche ma una cosa del genere non l'hanno mai sentita in ambito scientifico, vedremo come andrà a finire.
Certo è che sembra proprio l'argomento creato ad hoc per far credere agli abitanti di una zona economicamente "depressa" di avere un tesoro da "valorizzare", a scapito di tutto il resto, facendo molta leva sulle solite credenze popolari per cui a montagne da una certa forma viene sempre attribuita natura vulcanica.
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Notizia di Maria Luisa Perissinotto
I giorni 24 e 25 maggio p.v. si svolgerà a Rivamonte Agordino (Belluno)
"Speleodolomiti - 1° Convegno Nazionale sulla Speleologia in area dolomitica".
Di seguito vi riporto il programma. Per partecipare bisogna compilare la
scheda di adesione, che manderò in allegato agli interessati che possono
richiederla inviando un'e-mail al mio indirizzo: geomaui@tin.it
Gruppo Speleologico CAI Feltre,
Gruppo Speleologico Padovano CAI
Gruppo Grotte Solve CAI Belluno
Gruppo Speleologico Valdobbiadenese
Con il
patrocinio di:
Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Commissione Centrale Speleologia
Società Speleologica Italiana
Federazione Speleologica Veneta
Organizzano:
SPELEODOLOMITI
1 Convegno Nazionale sulla Speleologia in Area Dolomitica
SABATO 24 MAGGIO
Ore 10.00
Registrazione dei partecipanti
Ore 11.00
Saluti delle autorità e presentazione
RELAZIONI:
Ore 11.30
Mietto P. (Catasto Grotte del Veneto)
La ricerca speleologica nell?area dolomitica: sintesi storica
Ore 12.00
Ferrarese G., Sauro F. (Gruppo Speleologico Padovano), Salogni M. (Gruppo
Speleologico Valdobbiadenese)
L'attività speleologica in Piani Eterni (Dolomiti Bellunesi): ricerche e
prospettive
Ore 12.30
D'Alberto L. (Gruppo Speleologico CAI Feltre), Riva A. (Gruppo Speleologico
Solve CAI Belluno)
Il progetto di ricerca "Idrogeologia del complesso carsico dei Piani Eterni"
Ore 13.00
Pausa pranzo
Ore 15.00
Coccimiglio F., Dal Molin L., Riello A. (Club Speleologico Proteo)
Aggiornamento alle ricerche speleologiche nei parchi naturali di Fanes-Sennes-Braies
e delle Dolomiti d'Ampezzo
Ore 15.30
Calandri G. (Gruppo Speleologico Imperiese CAI)
Caratteri chimico-fisici di alcune sorgenti del gruppo della Marmolada (Dolomiti
Occidentali)
Ore 16.00
Pausa caffè
Ore 16.30
Club Speleologico Proteo e Gruppo Grotte Schio
Gli abissi del Pelmo
Ore 17.00
Ischia M. (Gruppo Speleologico SAT Arco)
Il carsismo superficiale e profondo nel Gruppo di Brenta (parte seconda)
Ore 17.30
D'Alberto L. (Gruppo Speleologico CAI Feltre)
Influenze strutturali nell'evoluzione del Complesso carsico dei Piani Eterni
Ore 18.00
Proiezioni
Ore 19.30
Chiusura dei lavori
DOMENICA 25 MAGGIO
Ore 9.30
Costa A., Dal Molin L, Roncolato G., Visonà G. (Club Speleologico Vicenza)
L'area carsica dei Lastoni delle Marmarole
Ore 10.00
Guzzo M. (Gruppo Speleologico CAI Bolzano), Riva A. (Gruppo Grotte Solve
CAI Belluno)
Il carsismo del massiccio del Latemàr
Ore 10.30
Pausa caffè
Ore 11.00
Ferrarese G. (Gruppo Speleologico Padovano CAI)
Aggiornamento delle ricerche speleologiche nell'area delle Pale di S. Lucano
Ore 11.30
Verico P., Apponi M., Coccimiglio F. (Club Speleologico Vicenza)
Grotte, speleologi, abitanti ed enti: conoscere un territorio e non solo
le grotte. L'esperienza del Club Speleologico Proteo a Fanes e Sennes
Ore 12.00
Chiusura dei lavori
Nel pomeriggio escursione (facoltativa) al sito minerario dismesso di Valle
Imperina.
Tutta la Speleologia in un CLICK
Sabato sera 6 escursionisti che stavano scendendo la Forra di Fosso del Rio sui Monti Sibillini sono rimasti bloccati a causa della grande quantità di acqua e per una corda incastrata, tra un salto da 50 metri e un salto da 30; Il gruppetto ha chiamato il 118 che a sua volta si è rivolto al Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico. Proprio in questo fine settimana in zona era in corso una esercitazione del Soccorso, e i volontari alle 21.30 hanno ricevuto la chiamata mentre erano a cena. L'uso del cellulare è stato provvidenziale e i rapporti tra escursionisti e soccorritori sono andati avanti via SMS; identificato in questo modo il punto esatto dove la combriccola era bloccata, Antonini del CNSS ha imboccato un sentiero che ha condotto gli 11 soccorritori a metà forra, giungendo sugli escursionisti che erano riusciti a scendere un pozzo senza bagnarsi, ma si sono dovuti bloccare al successivo pozzo dove l'acqua era veramente troppa. Tutti quanti insieme sono usciti dalla forra alle 6.00 di mattina.
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