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Archivio Maggio 2003

Notizia di Virgilio Pendola
Il gruppo Spleleologico UTEC NARNI stà organizzando una uscita congiunta con il Gruppo Grotte Pipistrelli di Terni per la fine di Maggio alla grotta di Punta Galera a Palinuro. Questo il programma:
30 maggio venerdì/ In serata, alle ore 19, partenza da Narni Scalo dal Bar LA BAITA del primo gruppo (quello che armerà la scogliera per un accesso continuo e di servizio alla GROTTA e quelli che possono partire; io sono tra questi per motivi di coordinamento).
Pernottamento sotto un cielo di stelle sulla scogliera.
31 maggio sabato /arrivo al King Hotel di tutti i partecipanti (quelli che vogliono usufruire delle stanze devono ovviamente mettersi in contatto prima o con me o con l'Hotel direttamente) Grotta e bagni a volontà.
Cena da stabilire in un locale della zona oppure tavolata all'aperto con prodotti tipici della zona.
01 giugno domenica/ quello che ognuno vuole maggiormente grotta e bagni e visita turistica con la barca alle grotte del capo (azzurra, del sangue, delle ossa, di cala fetente ecc.)
Cena sociale a base di pesce di tutti i partecipanti (ognuno paga per se)
02 giugno lunedì festivo/ disarmo della grotta e nella giornata ritorno a piacere.
Come gruppo mettiamo a disposizione la consulenza logistica e l'area campeggio con i servizi (dell'hotel) ecc. tutto gratuito (dobbiamo in cambio al direttore dell'Hotel un ampia documentazione sulla grotta e una visita in grotta, aggiungerei io un qualche omaggio Umbro per fare una bella figura!!).
Il programma esplorativo dipende dal livello tecnico dei partecipanti ci sono diverse cose da vedere e delle risalite piuttosto impegnative da fare, ci coordineremo in zona.
Ognuno, in maniera educata per rispetto di chi ci ospita, si gestirà il suo tempo da se.
Aspetto e sono disponibile per eventuali domande e/o suggerimenti.
Virgilio/UTEC Narni tel. 335 6441165

Tutta la Speleologia in un CLICK

Con l'occasione dell'uscita di Palinuro, raccontiamo, per come la conosciamo noi, la storia dell'esplorazione della Grotta di Punta Galera di Palinuro.
PALINURO ovvero LA GROTTA DI CALA
GALERA ovvero dei TERNANI (Note di Virgilio Pendola del G.S. Utec Narni)

IL FATTO
Nei primi anni ottanta, grazie alla curiosità e alle capacità speleo di Silvano Lepri, il G.G.P. di Terni scopriva una grotta bellissima che si apriva a livello del mare sotto una delle tante scogliere di Palinuro, quella di Cala Galera: i locali, da allora, la chiamarono la grotta dei Ternani.

LA GROTTA
Le puntate esplorative organizzate in quegli anni sul tipo del “mordi e fuggi” posero i primi “ometti” in una cavità naturale concrezionatissima di grande bellezza e suggestione, individuando un solo immenso ambiente, suddiviso in tre grandi saloni da una antica frana con diverse prosecuzioni e due ulteriori ingressi sottomarini, posti sotto a quello noto di superficie, a circa 3/ e 8 metri di profondità, da dove sbocca faticosamente in mare il fiume interno sotterraneo. Infatti una delle prosecuzioni è una galleria di notevoli dimensioni che risulta essere il letto del fiume di acqua dolce, o lago come lo chiamano i Friulani, (buona e fresca ma un po’ salata all’inizio) che proviene dall’interno del promontorio diretto verso il mare (interrotto sempre dalla famosa frana interna di cui sopra probabilmente provocata dai terremoti o da movimenti strutturali considerando il basso spessore di roccia del soffitto). Di conseguenza abbiamo due livelli: uno subacqueo altissimo (almeno dall’esplorazione subacquea fatta risultò una profondità di oltre 10 metri) e l’altro di superficie perfettamente agibile lungo le pareti laterali e percorribile in piedi (meglio e più comodo a nuoto al centro). Possiamo ancora dire che sono grandi ma, sicuramente, prettamente, subacquee le possibilità esplorative che aspettano qualcuno con mezzi e fegato da vendere. Siamo fermi di fronte a quello che sembrava un sifone ma che in realtà si è rivelato un intero, profondissimo, mondo allagato.

LE ESPLORAZIONI
Diverse puntate esplorative a partire dal 1982 condotte dal G.G.P. di Terni con la collaborazione del nostro Gruppo hanno portato alla quasi totale conoscenza dello sviluppo della grotta e, a capire, quali erano i suoi segreti da scoprire (siamo anche andati al C.N.R., alla Casaccia di Roma, che aveva condotto, e cercava ancora notizie, per uno studio geologico sulle grotte subacquee di Palinuro). Nel 1983, il 6 aprile, offrimmo una serata di informazione con diapositive alla cittadinanza di Palinuro, presenti tutte le autorità, sulla grotta proprio per rispondere alla grande curiosità locale. Poi il G.G.P. si dedicò a Cittareale, dimenticando Palinuro, ma noi no, fino a compiere, con uno sforzo logistico e tecnico notevolissimo, nel 1985, con amici speleo di Stroncone e Città di Castello (in tutto 23 persone!) la prima, e ancora unica, esplorazione subacquea interna quella che scoprì che non c’era un sifone ma bensì un immenso piano allagato, sotto il pelo dell’acqua, oltre la fine ufficiale e nota, della grotta. Purtroppo la successive puntate esplorative, tra cui, memorabile, quella “Umbra”, organizzata dall’UTEC, nel 1996 (oltre 35 persone) con gli espertissimi spelelosub di Foligno (presenti Perugia, Foligno, Stroncone, Todi, Città di Castello, ecc.) destinata ad andare oltre i limiti conosciuti, sia sopra che sotto il livello del mare, trovò cattivo tempo e un mare forza 7. Fu impossibile entrare per i tre giorni programmati, quelli disponibili, per cui tutto fu, ora si può dire, per sempre, rimandato. Contemporaneamente un forte e organizzato Gruppo speleo del nord: il Circolo Speleologico e Idrologico Friulano si dedicò a Palinuro, dal 1984 al 1988, trovando ed esplorando alcune grotte nuove e riesplorando le altre tante grotte, tra cui, ovviamente, anche la “nostra” producendo, oltre ad un preciso accatastamento delle cavità, un pregevole elaborato della sua pianta e riconoscendo, nella descrizione, che era noto che la grotta era stata scoperta e “visitata”, dal G.G.P. di Terni, per Loro, comunque, è la grotta di Punta della Galera . Gli speleo friulani intrapresero diverse campagne esplorative di cui una, tragica, nel 1984, durante la quale morirono, insieme, due loro speleosub, espertissimi e molto in gamba, nel corso di una esplorazione nella grotta di Cala Fetente o dell’acqua solfurea; questa disgrazia, a cui ne seguiranno altre, fino alla fine incredibile di tre spelelosub dell’Est Europa, sempre vicino a quella grotta maledetta, ha fermato per un pò le spinte esplorative.

LA VISITA
Premessa importante: con mare mosso, o che possa minacciare anche solo un po’ di movimento NON SI ENTRA è PERICOLOSO oltre che si può rimanere dentro fino all’arrivo della bonaccia!!; poi è possibile: a) calarsi dalla scogliera, e con un po’ di acrobazie, entrare senza bagnarsi (poi ci si può bagnare dentro) oppure b) dalla barca, praticamente a nuoto, perché non ci si può avvicinare più di tanto per la conformazione della scogliera, o, in maniera intelligente ed originale, come fatto dai Friulani, c) con i pedalò che permettono l’attracco diretto proprio davanti l’ingresso (attenzione perché si possono rovinare per cui sarebbe meglio avere uno speleo-caronte al seguito!) oppure anche d) con i canotti, da un promontorio vicino raggiungibile facilmente dalla scogliera. Trovare l’ingresso è molto più facile dal mare che da sopra la scogliera, infatti, bisogna conoscere bene il punto di discesa, per indovinare l’ingresso (posto circa 20/25 metri più in basso dal punto di partenza dell’armo) comunque gli armi vanno sempre rifatti perché il mare li rende inutilizzabili nel giro di uno/due anni, invece dal mare l’ingresso della grotta è facilmente visibile con la sua cengia a pelo d’acqua che serve quale pianerottolo d’appoggio e con residui di corde speleo ancora in sito. Le rocce sono sempre più taglienti mano a mano che si scende, per cui le corde sono da tenere d’occhio (male che va si va a finire in mare con circa 20 metri d’acqua sotto) e da frazionare assolutamente; è possibile, più facilmente, utilizzare un canotto, in passato abbiamo utilizzato anche un materasso che ha funzionato egregiamente, per l’arrivo sul mare per poi entrare, consideriamo però che le rocce gli faranno barba e capelli e un onorevole naufragio. Importante l’appoggio logistico di una barca, in special modo per l’uscita, ma è difficile che non ci sia sempre un po’ di mare per cui non si può avvicinare più di tanto. Una volta all’interno attenzione alle possibilità di frane o di cadute sassi in alcuni punti ben visibili (pochi a dire la verità) ma soprattutto in un punto obbligato di passaggio (tra il primo grande salone e quello successivo dove sbocca il fiume perdendosi sotto la grande frana), per il resto è tutta da godere.
Ovviamente le presenti note, lungi dall’essere esaustive, considerando la bellezza della grotta e le sue particolari difficoltà, presumono un contatto informativo con qualcuno che la conosce per avere le dritte giuste e l’ubicazione esatta pertanto, per quanto mi è possibile, sono a vostra disposizione tramite il nostro sito UTEC.

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E' stata innaugurata ieri a Narni la Mostra sull'ex Spea (fabbrica di esplosivi) all'ex Lanificio di Piazza Galeotto Marzio la mostra "L'ex Spea: pensare il dismesso".
La mostra offre, oltre a numerose
foto d'archivio degli stabilimenti, un interessante spaccato dell'industrializzazione narnese nel 1800 e tocca anche argomenti cari agli speleologi, quali lo sfruttamento delle acque carsiche delle sorgenti di Stifone, sia per uso industriale che termale. Giovedì 29 maggio invece al Teatro di Narni verrà presentato un libro dell'Università della Terza Età di Narni che parla "anche" dei dodici mulini che funzionavano all'interno delle gole del Nera nel tratto tra il Ponte d'Augusto e "Le Mole", ancora una volta quindi si parla di quella famosa acqua... l'acqua che berremo?

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Notizia di Michele Tommasi
CONVEGNO NAZIONALE: L'AMBIENTE CARSICO E L'UOMO
LABORATORIO DIDATTICO DEL COMITATO SCIENTIFICO CENTRALE GROTTE DI BOSSEA - FRABOSA SOPRANA (CN)
5 - 8 SETTEMBRE 2003
TEMATICHE DEL CONVEGNO
CARATTERISTICHE AMBIENTALI
Nell' ambito del convegno verranno trattati i rapporti intercorrenti fra
l'uomo ed un peculiare ambiente naturale sotterraneo ed epigeo, marcatamente caratterizzato, non raramente ostico alla conoscenza ed alle attività antropiche, spesso affascinante per la bellezza paesaggistica e l'alto interesse naturalistico. Questo ambiente può opporre da un lato difficoltà e limitazioni all'azione dell'uomo sul territorio, condizionandone le attività di lavoro e gli insediamenti abitativi, come verificatosi in più aree carsiche in specie nei secoli passati, ma può offrire d'altro canto rilevanti possibilità di utilizzazione delle proprie specifiche risorse e potenzialità. Si annoverano fra queste: le copiose riserve idriche contenute negli acquiferi carsici ed erogate dalle risorgenze, destinate primariamente ad uso potabile ma anche ad usi idroelettrici, irrigui od industriali; le cavità sotterranee atte alla visita del pubblico che possono promuovere flussi turistici assai sostenuti nelle aree di appartenenza, attivandovi nel contempo un notevole indotto; la non rara presenza di litotipi pregiati, quali le differenti varietà di marmi estratte anche da secoli in diverse aree carsiche; il grande interesse naturalistico-scientifico dei fenomeni carsogenetici e di vari aspetti fisico-chimici e biologici dell'ambiente sotterraneo; le conseguenti possibilità di studio e di ricerca sperimentale o di utilizzazione a fini didattici e di educazione ambientale dei siti carsici superficiali ed ipogei.
VULNERABILITA' AMBIENTALE
L'ambiente carsico, ed in particolare quello ipogeo, per le sue caratteristiche intrinseche risulta altresì particolarmente vulnerabile, soprattutto per quanto concerne la circolazione e l'igiene delle acque, la situazione climatica ed atmosferica delle cavità sotterranee, i loro preziosi concrezionamenti calcarei, il loro habitat animale e vegetale ed i loro aspetti ambientale: di ciò è indispensabile tener conto nell'approccio a qualsiasi utilizzazione antropica del medesimo, ai fini di preservarne gli irripetibili valori estetici e paesaggistici e di tutelare i delicati equilibri degli ecosistemi ipogei. L'uomo, nei secoli trascorsi, ha utilizzato in misura rilevante le opportunità e le risorse offertegli dall'ambiente carsico, arrecando tuttavia, per ignoranza, insensibilità o imprevidenza, notevoli danni, spesso irreversibili o difficilmente reversibili, alle sue risorse di maggior valore quali le acque sotterranee, le grotte e le attrattive del paesaggio.
AZIONI DI TUTELA
Oggi, se da un lato permangono in quantità rilevante i danni in precedenza arrecati ed ancora se ne possono annoverare dei nuovi, si è tuttavia in presenza di una parziale inversione di tendenza legata alla maggior sensibilità generale alle esigenze di tutela degli ambienti naturali e all'intensificazione dello studio e del monitoraggio dei siti ipogei e delle acque sotterranee. Ciò ha portato ad una conoscenza più completa ed approfondita dell'ambiente carsico, anche per quanto ne concerne la vulnerabilità e le risorse. L'effetto concomitante di esplorazioni sempre più avanzate, di nuove metodologie di ricerca e dell'impiego di tecnologie di rilevamento ed elaborazione dei dati in costante progresso, ha infatti assai incrementato la conoscenza della geografia e della topografia dei sistemi carsici, dei loro aspetti idrogeologici, meteorologici, biologici e paleontologici e le conseguenti possibilità della loro tutela e conservazione. L'ambiente carsico può presentare a sua volta rischi non trascurabili per i suoi frequentatori, in relazione a determinate situazioni atmosferiche, idrodinamiche o geodinamiche riscontrabili in alcune grotte. Anche tali possibili interazioni sono oggetto di studio e di monitoraggio, in specie nelle grotte turistiche. Una testimonianza sulle suddette attività di studio e tutela è offerta dai laboratori sotterranei della Stazione Scientifica del CAI di Cuneo, ubicati nella Grotta di Bossea, che forniscono fondamenti scientifici e supporti ecologici al Laboratorio Didattico del C.S.C. che ospiterà il convegno qui presentato.
GLI ARGOMENTI TRATTABILI
Rientreranno nei temi del convegno le manifestazioni e le testimonianze delle attività e degli insediamenti antropici, attuali e trascorsi, quali le antiche coltivazioni erbacee ed arboree, i pascoli, le relative sistemazioni dei terreni, i nuclei abitativi stabili o stagionali, le tipologie degli edifici, le captazioni idriche locali ad uso potabile, le antiche reti di strade e sentieri, le installazioni estrattive (cave e miniere), idroelettriche o di piccola industria, gli impianti idraulici destinati alle installazioni suddette o a scopi irrigui, la destinazione di grotte e di siti esterni di particolare interesse a fini turistico-culturali, didattici o di studio. Saranno parimenti compresi nelle tematiche congressuali la trattazione dei danni ecologici, paesaggistici ed igienico-sanitari derivabili all'ambiente ed alle risorse idriche dalle attività antropiche incontrollate, i provvedimenti di tutela o di eventuale ripristino dell'integrità ambientale adottati od adottabili nelle aree interessate ed anche i potenziali danni arrecabili dagli ambienti ipogei ai loro frequentatori. La trattazione dei rapporti intercorrenti fra l'uomo e l'ambiente carsico, potrà riguardare non solo la Val Corsaglia e le valli limitrofe del Monregalese, ma molte aree carsiche italiane ove essi presentano aspetti di grande interesse che sono spesso oggetto di studio. Si confida pertanto di ricevere da varie regioni italiane rilevanti contributi ai contenuti del convegno.
Le relazioni da presentarsi potranno pertanto rientrare nelle seguenti sezioni tematiche:
- le attività e gli insediamenti antropici nell'ambiente carsico
- l'utilizzazione delle specifiche risorse ambientali
- i danni derivabili dalle attività antropiche alle acque ed ai siti ipogei
- i danni derivabili ai frequentatori delle grotte da alcune situazioni ambientali
- il monitoraggio degli ambienti ipogei a fini di tutela e di prevenzione
- le attività di conservazione o di ripristino dell'integrità ambientale.
CLUB ALPINO ITALIANO
ASSOCIAZIONE LE ALPI DEL SOLE
COMITATO SCIENTIFICO CENTRALE DEL CAI
ASSOCIAZIONE CULTURALE E KYE'FONTANE
COMUNE DI FRABOSA SOPRANA
PROVINCIA DI CUNEO
COMUNITA' MONTANA VALLI MONREGALESI
FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI CUNEO
COMITATO SCIENTIFICO CAI L.P.V.
ORGANIZZAZIONE
STAZIONE SCIENTIFICA DI BOSSEA - CAI CUNEO
Via Carlo Emanuele III, 22 - Tel. e fax 017165483
E-mail: st.scient.bossea@libero.it

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Notizia di Michele Tommasi
CONVEGNO NAZIONALE: L'AMBIENTE CARSICO E L'UOMO
LABORATORIO DIDATTICO DEL COMITATO SCIENTIFICO CENTRALE GROTTE DI BOSSEA - FRABOSA SOPRANA (CN)
5 - 8 SETTEMBRE 2003
PROGRAMMA
VENERDI' 5 SETTEMBRE
h. 8 - 9,30 - Accoglienza e
registrazione partecipanti
h. 9,30 - Apertura del convegno
h. 10 - Inizio lavori; illustrazione delle tematiche trattate e degli ambienti naturali interessati. Comunicazioni scientifiche
h. 13 - Pranzo
h. 14,30 - Ripresa dei lavori: comunicazioni scientifiche
h. 17 - Visita delle parti iniziali delle antiche miniere di blenda e galena argentifera della località Isole e della Frazione Fontane. Visita delle residue testimonianze di alcune attività di piccola e media industria in atto nella vallata fra il XIX ed il XX secolo
h. 18,15 - Visita del Museo Etnografico Cesare Vinai in Frazione Fontane (1° turno)
h. 19,30 - Cena
h 21 - Visita dei laboratori sotterranei della Grotta di Bossea (1° turno)
SABATO 6 SETTEMBRE
h. 9 - Inizio lavori: comunicazioni scientifiche
h. 10 - Saluto delle autorità
h. 10,30 - Ripresa lavori: comunicazioni scientifiche
h. 11,30 - Break
h. 11,45 - Ripresa dei lavori. comunicazioni e dibattito
h. 13 - Pranzo
h. 15 - Visita della Grotta di Bossea (zona inferiore)
h. 17 - Visita del laboratorio sotterraneo (2° turno) in alternativa:
Visita del Museo Etnografico C:Vinai (2° turno)
h. 18 - Comunicazioni e dibattito
h. 19,30 - Cena
h. 21 - Visita del laboratorio sotterraneo di Bossea (3° turno) in alternativa: visita del Museo Etnografico C. Vinai (3° turno)
DOMENICA 7 SETTEMBRE
h. 8 - Escursione naturalistica sull'Itinerario Carsologico dell'Artesinera (parte alta)
h. 12 - Pranzo al sacco sulla Punta Roccia Bianca
h. 13 - Discesa alla Frazione Vine'
h. 13,30 - Escursione naturalistica sull'Itinerario Carsologico dell'Artesinera (parte bassa)
h. 16 - Arrivo in località Peirani
h. 17 - Visita della cava di marmo del Vallone del Serro (Frabosa Soprana)
h. 18 - Visita degli impianti di alimentazione della centrale elettrica di Miroglio (Frabosa Sottana), utilizzanti le acque della risorgenza del Caudano
h. 19,30 - Cena
h. 21 - Visita della parte turistica della Grotta del Caudano (facoltativa)
LUNEDI' 8 SETTEMBRE
h. 7,30 - Escursione nell'area carsica dell'alta Val Maira: trasferimento in zona
h. 10 - Gias della Margherina (Alto Vallone del Preit): osservazione delle risorgenze alla base del complesso evaporitico Margherina - Salsas Blancias
h. 10,30 - Visita delle captazioni di tali acque in condotto sotterraneo al Colle del Preit e di una piccola centrale elettrica da queste alimentata
h. 12,30 - Arrivo alle "Sorgenti del Maira" - Pranzo al sacco
h. 13.30 - Visita del grandioso complesso delle Sorgenti del Maira, delle captazioni ad uso potabile e del sottostante invaso per la raccolta delle acque ad uso idroelettrico
h. 15,00 - Salita al Lago Visaisa; osservazione del bacino di alimentazione delle predette sorgenti
h. 17,50 - Ritorno alle Sorgenti del Maira - Chiusura del convegno
CLUB ALPINO ITALIANO
ASSOCIAZIONE LE ALPI DEL SOLE
COMITATO SCIENTIFICO CENTRALE DEL CAI
ASSOCIAZIONE CULTURALE E KYE'FONTANE
COMUNE DI FRABOSA SOPRANA
PROVINCIA DI CUNEO
COMUNITA' MONTANA VALLI MONREGALESI
FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI CUNEO
COMITATO SCIENTIFICO CAI L.P.V.
ORGANIZZAZIONE
STAZIONE SCIENTIFICA DI BOSSEA - CAI CUNEO
Via Carlo Emanuele III, 22 - Tel. e fax 017165483
E-mail: st.scient.bossea@libero.it

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Notizia di Fabrizio Falco
Il GRUPPO SPELEOLOGICO SAVONESE DLF Organizza il 26° Corso di Speleologia di 1° livello (16 maggio - 06 luglio 2003)
Al fine di evitare spiacevoli accavallamenti vi inviamo il programma delle uscite pratiche del
nostro 26° Corso di Speleologia. Se riscontrate coincidenza di date tra le nostre e le vostre attività, contattateci.
- Domenica 25 maggio: Grotta delle Vene (Viozene, CN)
- Domenica 8 giugno: Palestra Speleologica degli Alzabecchi (Toirano, SV)
- Domenica 15 giugno: Arma del Grai (Garessio, CN)
- Domenica 29 giugno: Palestra Speleologica della Cava dei Fossili (Borgio Verezzi, SV)
- Sabato 5 luglio: uscita in una zona carsica, alla scoperta delle morfologie carsiche superficiali (doline, inghiottitoi, risorgenze) e alla ricerca di nuove grotte da esplorare (Area carsica di Bardineto - SV)
- Domenica 6 luglio: ultima uscita in grotta verticale: Buranco Rampiùn (Melogno, SV) o Grotta del Boscaiolo (Barozzo - Bardineto, SV)
Cordiali saluti GRUPPO SPELEOLOGICO SAVONESE DLF
Via Pirandello, 23r
17100 SAVONA
http://gss.freeweb.supereva.it e-mail: dlfsavonaspeleo@tiscali.it

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